Questo articolo segue la linea (grafica ed editoriale) del precedente: “Di nuovo: come funziona il FEDIVERSO?”.
Usando la già citata strumentazione tecnologica ripropongo un’altra slide che risponde alla domanda: perché amo il FEDIVERSO? E soprattutto, perché non vi date una possibilità di amarlo come me?

Nella mia storia professionale ho avuto il privilegio di “godermi internet” prima che diventasse di pubblico dominio.
Lavoravo a quei tempi in una multinazionale americana che aveva la possibilità di accedere alla dorsale internet ben prima di quando fosse permesso ad altre aziende. Era l’inizio degli anni ’90 e a me sembrava di toccare il futuro impossibile. La sensazione delle possibilità per l’umanità che vedevo riflesse in quei suoni del modem, in quelle connessioni così “veloci”… sono stata una privilegiata, lo so.

Ho amato quella rete e quel web che stava nascendo, l’ho immaginato come uno strumento di libertà, di equità tra i popoli e di connessione.
Vedevo in esso lo strumento che avrebbe potuto portare la conoscenza agli angoli del mondo rotondo, che avrebbe innalzato il livello culturale degli uomini, che avrebbe distrutto le disuguaglianze.
Ero romantica, ma lo sono ancora. Io quell’idea di internet non l’ho abbandonata e la vedo riflessa in questa slide. Perché amo il FEDIVERSO?
Perché mi restituisce il PIACERE e la RESPONSABILITÀ di scegliere. E questo mi fa sentire cittadina e non suddita, mi ridà il mio ruolo di adulta, mi rende padrona di ciò che farò.
La domanda potrebbe essere: ma chi me lo aveva tolto questo ruolo? Be, principalmente la mia pigrizia e le big tech. Quelle che usano la parola “magica” che tutto comanda: ALGORITMO.
L’algoritmo è quello che decide cosa voglio vedere, cosa voglio seguire, con chi voglio parlare.

Decide per me, per voi, è comodo e rassicurante, fa spegnere il cervello e ci nutre di pappette pronte, preparate al meglio per renderci docili e disponibili a comprare ciò che gli inserzionisti gli hanno chiesto di proporci.
Ma per fare questo, l’algoritmo ha bisogno che noi partecipiamo al gioco, non troppo per pensare che ci sta intrappolando, ma non troppo poco. La nostra indignazione, i litigi, i commenti, la commozione, tutto parla di noi e nutre l’algoritmo e rende felici le vendite. Per questo nei social commerciali preferiscono le persone che gridano, si insultano e litigano, rispetto a quelle gentili ed educate. Perché chi non si esalta, non perde le staffe, non eccede, non fornisce informazioni utili. Ho già parlato di questo nell’articolo che parlava del disgustoso gruppo “MIA MOGLIE”. Ora pensiamo a un posto, come il fediverso, dove ci sono social che NON HANNO un algoritmo che vuole catalogarci e che vuole sapere tutto di noi. Un social dove tutti possono vedere tutti e non solo quelle persone o gruppi che l’algoritmo ha scelto per noi, dove chi seguire è una scelta nostra, in base a ciò che amiamo e ciò che ci interessa. Non serve litigare per attirare l’attenzione dell’algoritmo, o proporre cose scandalose che attirino le persone a rispondermi (male o bene, purché si risponda). Vi dico: questo posto sarà molto più rilassato, o no?
Amo il FEDIVERSO anche per altri motivi, ma quella su cui voglio qui soffermarmi è la sua caratteristica di decentramento. Abbiamo già visto che una app nel FEDIVERSO esiste su diverse “istanze” e questo ci mette al riparo da eventuali “colpi di mano” del padrone di turno. Se una istanza cambia regole o cambio io e le sue regole non mi piacciono più, posso continuare a stare su quella app usando un’altra istanza o creandomi una mia istanza personale (se lo so fare tecnicamente), SENZA PERDERE tutto quello che ho costruito e quindi, per esempio nei social: contatti, post, amicizie, configurazioni, etc…
Inoltre, se una istanza dovesse avere un guasto tecnico, le altre istanze potrebbero continuare a funzionare, non causerebbe un blocco totale dell’app.
Ci sono tanti altri motivi, ma per ora vi lascio riflettere soltanto su questi. Avete la mia slide a disposizione per ulteriori riflessioni, ma come sempre faccio: vi invito ad affacciarvi nel mio mondo che è il modo migliore per capire cosa vi sto dicendo…
CREDITI FOTO/PHOTO CREDITS: fediverso.info