Ho già scritto un articolo su questo argomento, ma alcuni miei “FAN” (eh, mi piacerebbe!) mi hanno detto che non ci si è capito niente.
Siccome sono una specie di suffragetta del fediverso, voglio essere certa di aver spiegato bene come funziona. E poiché le big tech ci hanno abituato ad un meccanismo di internet e del web che è abbastanza lontano dalla libertà che potrebbe dare, mi rendo conto che a volte è complesso comprenderlo.
A questo scopo ho voluto usare la migliore IA disponibile e poi ho usato il più celebre strumento per fare delle slide che condividerò qui e le metterò a disposizione dell’universo dei miei lettori.
Ecco gli strumenti, se volete usarli anche voi, fate pure, non ne detengo i brevetti.
Una IA non userà mai i pennarelli colorati e i fogli bianchi:
cervello e mani 1 – intelligenza artificiale 0.
Andiamo al sodo: come funziona il fediverso?
Partiamo dalle basi: il fediverso è un insieme di applicazioni che tra loro comunicano e interagiscono grazie ad un pezzo di software e di regole che si chiama Activity Pub (protocollo). Ogni applicazione integra questo protocollo di comunicazione e questo fa scattare la magia della connessione tra le diverse app. Un po’ come se YouTube e Facebook potessero comunicare e quindi permettere ai rispettivi utenti di commentarsi a vicenda, caricare file, etc… senza avere due account diversi.
Ecco il momento in cui mostrerò questa bellissima slide, supertecnologica:

Ora che vi è tutto molto più chiaro, vi annoierò con qualche dettaglio aggiuntivo.
Le app delle big tech sono un software che funziona girando su server appartenenti alla big tech in question. Detto in altre parole e con un esempio: Tik Tok per funzionare ha a disposizione un software che fa funzionare l’applicazione e gira su server che appartengono a “Mr. Tik Tok”. Se io volessi far girare il software di Tik Tok su un mio server e avere un “Tik Tok tutto mio” non potrei farlo. L’unico modo che ho per far funzionare Tik Tok è iscrivermi a Tik Tok e accettare le regole che il proprietario del software mi impone. Se queste regole non mi piacessero non potrei usare “un altro Tik Tok”, al massimo potrei lasciare Tik Tok con tutte le mie configurazioni, i miei follower e i miei seguiti e andare a usare un altro social, per esempio Istagram o Facebook o X.
Le app che sono nel fediverso invece sono software che possono essere installati da chiunque su un proprio server (se ne ha le capacità e le competenze tecniche) e su quel server -che si definisce anche istanza- girerà l’app in questione e il proprietario stabilirà le regole dell’istanza. Ogni istanza potrà parlare con le altre istanze e insieme formare una rete con la stessa app.
Queste installazioni decentrate creano un sistema variegato, sicuro e libero. Variegato perché ciascun amministratore di una istanza può caratterizzarla con regole o con suoi specifici interessi. Sicuro perché ogni app è formata da un arcipelago di istanze e quindi se una istanza chiude (perché l’amministratore si stufa o per mille altri motivi) l’app continuerà a funzionare. Libero perché se non sono capace di costruire una mia istanza, posso scegliere di abitare in una istanza di qualcun altro che è disponibile a ospitarmi.
Quindi potrei scegliere, per esempio, l’app social che si chiama “Mastodon” (funziona come X, ex-Twitter) e potrei scaricarla su un server e crearmi la mia istanza, oppure se non sono capace, scegliere di registrarmi su una istanza pubblica messa a disposizione da volontari (io per esempio sto usando mastodon.uno la più grande istanza in Italia) che ne hanno stabilito regole e interessi. Se mi stancassi di stare lì, o litigassi con gli amministratori, o se volessi stare su un’istanza tematica specifica, potrei trasferirmi e mi porterei dietro tutta la mia storia: amici, follower, posts, etc…
Ma in più di questo, dalla mia istanza di Mastodon, posso parlare e interagire anche con le altre app! E questo si merita un’altra slide supertecnologica e un altro articolo.
Stay in touch.
CREDITI FOTO/PHOTO CREDITS: fediverso.info