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Addio ai social monopolisti? Il Fediverso e il futuro di internet

Immagina di svegliarti e scoprire che Facebook, Twitter-X, Instagram e TikTok non esistano più. O meglio: esistono, ma non sono più gli unici posti dove parlare, condividere, litigare o fare community online. Immagina una versione di internet dove non sei tu a dover adattarti alle regole di Zuckerberg o Musk, ma sei tu insieme a milioni di altre persone, a decidere come funziona lo spazio in cui passi ore della tua giornata.

Suona come un’utopia? Forse, ma c’è già chi sta costruendo questa alternativa. Si chiama Fediverso, e potrebbe essere il futuro (o almeno, un futuro possibile) della società online.

Partiamo da una verità scomoda: i social network che usiamo ogni giorno sono rotti. Non parlo solo dei bug o delle pubblicità fastidiose, ma di qualcosa di più profondo. Sono rotti perché pochi signori (sì, quasi sempre uomini, bianchi e miliardari) decidono cosa puoi vedere, con chi puoi parlare, e persino come ti devi sentire mentre scrolli il feed. Abbiamo già parlato del perché su Instagram vedi sempre gli stessi influencer, perché Twitter-X è diventato un ring di insulti o perché Facebook sembra fatto apposta per farti litigare con tuo zio a Natale (se lo hai perso leggi qui). Non è un caso. È il risultato di un sistema dove poche aziende controllano tutto: i tuoi dati, le tue interazioni e le tue emozioni.

E poi c’è la questione della privacy: ogni like, ogni condivisione, ogni minuto passato a guardare reel viene trasformato in dati da vendere agli inserzionisti. Non sei un utente, sei un prodotto. E se un giorno il capo di turno decide di cambiare le regole (tipo far pagare la verifica o riempire il feed di contenuti sponsorizzati) non puoi fare nulla. O accetti, o esci. Ma dove vai? Su un altro social, ugualmente controllato da un altro miliardario.

Insomma, i social attuali sono come i centri commerciali: sembrano pieni di scelta, ma in realtà sono tutti uguali, gestiti da proprietari con le stesse filosofie e alla fine ti ritrovi a mangiare sempre lo stesso panino scadente.

Il Fediverso è l’opposto esatto. Non è un social, ma una rete di social e di altre applicazioni. Non c’è un solo sito o un solo capo, ma migliaia di comunità indipendenti che parlano tra loro. Pensalo come un insieme di piazze virtuali: ce n’è una per gli artisti, una per gli attivisti, una per gli amanti dei gatti, una per i nerd della tecnologia. Ogni piazza ha le sue regole, il suo stile, la sua atmosfera. Ma la magia è che puoi passare dall’una all’altra senza perdere i contatti.

Come funziona? Grazie a un protocollo chiamato ActivityPub (non spaventarti, seppure tu lo dimenticassi ora, funzionerebbe lo stesso). In pratica, è come se tutte queste piazze parlassero la stessa lingua: puoi iscriverti a una, due, o dieci, e seguire persone su piattaforme diverse.

Ad esempio:

  • Mastodon è come Twitter-X, ma senza algoritmi che ti stressano.
  • PeerTube è come YouTube, ma senza pubblicità invasive.
  • Pixelfed è come Instagram, ma senza Zuckerberg che ti spia.

La differenza fondamentale? Nessuno possiede il Fediverso. Non c’è un’azienda che decide per tutti. Se non ti piace come viene gestita una “piazza”, puoi trasferirti in un’altra, o addirittura crearne una tua. È un po’ come se, invece di dover vivere per forza a Milano o Roma, potessi scegliere un paesino in montagna, una comunità sull’isola, o una città futuristica. E se il sindaco del tuo paesino inizia a fare il bullo, te ne vai.

Perché per noi che ci viviamo è così importante ed esaltante?

Perché siamo noi a decidere le regole:

  • Su Facebook o Instagram, se pubblichi qualcosa che non piace a Meta, ti bannano. Nel Fediverso, ogni comunità decide cosa è accettabile. Ci sono istanze super aperte e altre più rigorose, ma la scelta è tua.
  • Niente algoritmi che ti manipolano
    Non ci sono bot che decidono cosa devi vedere per tenerti incollato allo schermo. Vedi i post in ordine cronologico e gli argomenti (o le persone) che ti interessano li scegli tu.
  • La tua privacy è davvero tua
    I tuoi dati non finiscono in mano a chissà chi. Ogni istanza ha le sue politiche, ma non sei mai un prodotto.
  • Se un social chiude, non perdiamo tutto
    Ricordi quando Myspace è scomparso? O quando Tumblr ha bannato i contenuti “adulti” e milioni di utenti hanno perso anni di post? Nel Fediverso, puoi esportare i tuoi dati e portarteli dietro. Se un’istanza chiude, non è la fine del mondo.
  • È un posto per le nicchie e per i mainstream.
    Sei un appassionato di cucito medievale? Ci sarà un’istanza per te. Ti piace discutere di filosofia greca? Anche. I social tradizionali premiano solo chi è già famoso e può portare interazioni; il Fediverso dà spazio a tutti.

Ok, ma allora perché non lo usa già tutto il mondo?
Buona domanda. Il Fediverso esiste da anni, ma è ancora una realtà di nicchia.

Perché?

  • Manca la massa critica: se i tuoi amici sono tutti su Instagram, è difficile convincerli a spostarsi.
  • È un po’ più complicato da capire all’inizio (ma non impossibile: bastano 10 minuti per iscriversi a Mastodon).
  • Non è “perfetto”: come in ogni piazza, ci possono essere litigi, moderatori troppo severi o troppo lassisti, e qualche troll.

Ma le cose stanno cambiando. Dopo ogni scandalo di Twitter, ogni cambio di algoritmo di Instagram, sempre più persone si chiedono: “Esiste un’alternativa?”. E la risposta è sì.
Il futuro: il Fediverso può davvero vincere?
Dipende da noi. I social tradizionali non spariranno domani, ma il Fediverso sta crescendo.

Qualche esempio:
Mastodon ha superato i 2 milioni di utenti attivi (non sono i miliardi di Facebook, ma tutti all’inizio erano pochi…).
Sempre più creatori di contenuti usano PeerTube per non dipendere da YouTube.
L’Unione Europea sta spingendo per leggi che favoriscono l’interoperabilità (cioè la possibilità di far “parlare” piattaforme diverse tra loro).

Il Fediverso è “pacifico”, non vuole distruggere i social attuali, ma solo offrire un’alternativa.

Vuoi provare? Non devi abbandonare tutto da un giorno all’altro. Puoi usare il Fediverso come un luogo in più, un posto dove respirare aria meno inquinata.

Se vuoi dare a questi luoghi una possibilità, segui i miei articoli, nei prossimi darò indicazioni utili per iniziare.

CREDITI FOTO/PHOTO CREDITS: fediverso.info