Martedì, 14 Settembre 2021 14:41

Obsolescenza: ma IO cosa posso fare?

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E' informazione comune che la responsabilità dell'obsolescenza psicologica o programmata è delle aziende che hanno un maggiore ritorno economico a perseguirla e a spingere i consumatori a comprare sempre più e più spesso (approfondimento). Per correggere questa situazione, il ruolo cardine ce l'ha la politica, che inserendo dei correttivi (premi alle aziende virtuose o penalizzazioni a quelle "troppo avide") potrebbe convincerle a cambiare rotta. Purtroppo la storia ci racconta che la politica non è sempre tempestiva negli interventi o a volte, seppure tempestiva, è pavida nel legiferare per timore di perdere consensi da parte delle aziende o di far perdere posti di lavoro. Altre volte, la politica interviene, interviene anche in maniera efficace, ma poi la fase di controllo è latitante e quindi le buone leggi restano lettera morta o partono molto lentamente.

Allora, siamo senza speranza? No. Non laviamo le nostre coscienze, tanto ancora rimane sotto il nostro controllo e sotto la nostra responsabilità e possibilità e si traduce in un'unica parola: SCEGLIERE!

Abbiamo già detto (qui e qui e qui) che possiamo ridurre il numero dei rifiuti tecnologici principalmente producendo meno prodotti e facendoli che durino di più.

Partiamo da un principio base che a volte dimentichiamo: sono le aziende ad aver bisogno di noi (o meglio, dei nostri soldi), più che noi di loro. Con questo stampato in mente, andiamo ad analizzare le possibilità di scelta che abbiamo.

1) SCEGLIERE il migliore. Molti miei colleghi e io riceviamo costantemente la domanda: qual è il computer (o telefono o tablet o qualunquealtrodispositivoelettronico) MIGLIORE? Non esiste risposta. Non esiste un dispositivo "migliore" di un altro in valore assoluto. Esiste il miglior prodotto PER LE PROPRIE NECESSITA'. Le domande da fare sono quindi: "Qual è il miglior computer per poter fare progettazione 3D?" oppure "Qual è il miglior smartphone per chi è spesso fuori casa e non lo può ricaricare spesso?". Ciascun prodotto ha delle caratteristiche che lo rendono più o meno adatto per specifiche funzionalità anche se, per esempio, appartiene ad un brand poco prestigioso.
Esempio parallelo: un razzo spaziale ha una ingegnerizzazione sicuramente più complessa di una Fiat Panda. Ha sicuramente un controllo qualità più elevato, materiali più forti, tecnologie elettroniche estremamente sicure. Potrei dire quindi che è "migliore". Ma se potessimo scegliere tra i due mezzi di trasporto per percorrere 10km di strada asfaltata, quale diventerebbe il migliore? Ok, forse non tutti sceglierebbero la Panda...

2) SCEGLIERE di non comprare. A volte abbiamo un prodotto che funziona e che serve alle nostre esigenze, ma martellante pubblicità ci convince che il nuovo modello è migliore e ci renderà più belli, interessanti e accettati dalla società. Non è così. Un cellulare, un computer, un tablet, una lavatrice o qualunque altro elettrodomestico sono PRODOTTI, non sono "esperienze sensoriali", non sono "traguardi da raggiungere". Sono prodotti e finché funzionano in maniera sicura, in maniera efficiente e adatta alle nostre esigenze, non dovrebbero essere sostituiti. Ho provato con tutta me stessa, ma è stato inutile: comprare una nuova lavatrice non mi ha reso una persona più amata dalla mia famiglia e avere un nuovo cellulare non mi ha resa una VIP.

3) SCEGLIERE la qualità. Questo è forse il punto più complesso, perché nessuno è esperto di tutto e capire se una scheda madre usata da un fornitore X è di migliore qualità rispetto alla scheda madre del fornitore Y potrebbe non essere alla portata di tutti, ma possiamo rivolgerci a degli esperti. Esperti veri, che lavorano sul campo e nel settore, non sconosciuti sui social o nei grandi magazzini dove il responsabile del reparto casalinghi può servire tranquillamente anche il settore high tech con la stessa competenza. Certo, è possibile che consultare un esperto ci possa costare qualche euro in più, ma la scelta del prodotto più adatto alle nostre esigenze e di più alta efficienza e durata è sicuramente un vantaggio che alla lunga ci tornerà in durata ed efficienza del prodotto.

4) SCEGLIERE di riparare. Inutile nascondercelo, per molti prodotti l'acquisto del nuovo è più conveniente della riparazione. Cosa fare in questi casi? Etica e principi dovrebbero farci insistere sulla riparazione, ma molti di noi non possono permetterselo. In questo caso c'è poco da fare se non usare una nuova arma fornitaci dalla direttiva Europea "Right to Repair". Questa direttiva obbliga le aziende produttrici a fornire guide per riparare e parti di ricambio di tutti i loro prodotti per almeno 10 anni e metterle a disposizione a professionisti e privati cittadini. Inoltre le aziende non possono fornire prodotti che abbiano parti di ricambio utilizzabili con strumenti non comuni.

5) SCEGLIERE il supporto tecnico. Non fermiamoci al prodotto. Non scegliamo soltanto la funzionalità e la qualità del prodotto stesso, ma anche la qualità che mette l'azienda nel supporto tecnico in caso di guasti o malfunzionamenti. Questa qualità si misura tramite tanti fattori (competenza, velocità, organizzazione, etc...), ma uno molto semplice è alla portata di tutti: quanto è semplice contattarli? Hanno numeri verdi? email? chat online? social? rispondono velocemente? oppure rendono quasi impossibile contattarli con costosissimi numeri a pagamento? nascondono i dati di contatto nel sito web?
Se l'azienda investe su questo aspetto, di solito significa che è abbastanza sicura della qualità dei propri prodotti, perché il supporto tecnico è costoso e non genera profitti, ma importanti spese.

E che impatti avrà sull'economia? Le aziende venderanno meno e saranno costrette a chiudere! I dipendenti perderanno posti di lavoro! CATASTROFE!
Questa è la più comune delle obiezioni, ma è facilmente contestabile, perché il lavoro non scompare, semplicemente cambia.
Ad ogni cambio di processo aziendale è seguito un ricollocamento e succederebbe anche in questo caso, ma questo articolo è troppo lungo, ne parleremo poi (QUI)