Domenica, 29 Agosto 2021 13:17

Storia dell'obsolescenza tecnologica

Image

L'obsolescenza accompagna l'uomo dalla sua più antica invenzione. Potremmo dire che buona parte del progresso scientifico e tecnologico ha reso obsoleto tutto ciò che era conosciuto prima.

Abiti, mezzi di locomozione, abitazioni, cibo, tecnologia, tutto è stato oggetto di obsolescenza. Una obsolescenza positiva e che ha portato l'umanità allo sviluppo tecnologico che viviamo ai giorni di oggi.

Alcuni esempi di obsolescenza tecnica (leggi qui la descrizione dei vari tipi di obsolescenza): il passaggio dal carro all'automobile, il treno dal carbone al binario elettrico o alla monorotaia ad altissima velocità, la comunicazione dal telegrafo ai moderni telefonini o i computer dalle schede perforate alla larghissima scala di integrazione.

Ad eccezione degli esempi eclatanti già fatti di obsolescenza tecnica, che di fatto ci hanno portato un enorme vantaggio in termini di qualità della vita (anche se con importanti disparità in alcune zone del mondo), esistono forme di obsolescenza che invece stanno avvelenando il nostro pianeta in nome del "dio denaro" e dei vantaggi di pochi azionisti delle aziende High Tech.

Ecco una breve lista (non esaustiva, ovviamente) degli esempi più lampanti di obsolescenza psicologica o programmata, nel corso della storia dal '900 ai giorni nostri:

  • 1924 - Cartello Phoebus: il primo caso eclatante della obsolescenza pianificata (o programmata). I principali produttori di lampadine decisero di stabilire il limite di 1000 ore di esercizio onde poter garantire una vantaggiosa domanda del mercato per tutti loro.
  • 1932 - Bernard London: il teorico dell'obsolescenza programmata. Arrivò a chiedere che essa diventasse una legge da imporre alle aziende per incrementare i consumi.
  • Anni '40 - DuPont: azienda chimica DuPont produsse un nylon per le calze da donna, ma era una trama troppo forte e rendeva le calze troppo longeve e poco redditizie. Riducendo la qualità del nylon, migliorò i propri incassi.
  • 2003 - Apple: iPad con batterie che duravano al massimo 18 mesi e la Apple non aveva previsto il ricambio, il dispositivo doveva essere buttato anche se perfettamente funzionante.
  • 2003 - Epson: le cartucce delle stampante seppure ancora piene a metà erano segnalate come vuote e la stampante cessava di funzionare richiedendo solo ricambi originali.
  • 2018 - HP: la batteria dei laptop Pavillon, quando raggiungevano la produttività della batteria al 50% producevano una schermata nera all'accensione fino alla sostituzione della batteria con un pezzo originale.

Ce ne sono decine di altre, cause mai portate in tribunale, processi terminati con accordi, tentativi di conciliazione tra le parti.

L'umanità ha pagato un duro prezzo per il "progresso", o meglio, lo ha fatto e lo continua a far pagare ad un pianeta stanco e pieno di rifiuti. Oggi vediamo questo progresso con nuovi occhi, ma conoscerne le origini e, soprattutto le motivazioni, potrebbe aiutarci a trovare il giusto compromesso tra evoluzione e sopravvivenza a noi stessi.