Devota a soluzioni open source fin dal secolo scorso

Social media are dying, yet seem healthier than ever

Si sta registrando negli ultimi anni, una generale percezione di insofferenza verso l’uso dei social commerciali e delle grandi piattaforme tecnologiche e questo in pieno contrasto all’uso ormai sempre più diffuso proprio di queste piattaforme e nonostante una progressiva convergenza verso il digitale anche delle persone più recalcitranti nell’uso della tecnologia.

Nonostante una diffusione globale della tecnologia mai vista prima, l’entusiasmo verso queste realtà sembra affievolirsi, tanto da spingere milioni di persone a ridurne l’utilizzo o addirittura a disattivare gli account.

Ho voluto verificare se la mia percezione sia solo una speranza in un rigurgito di umana umanità o se davvero le persone stanno lentamente ridimensionando il potere di queste piattaforme.

Ho cercato i dati aggregati e li ho analizzati con l’IA. Ecco cosa ho potuto estrapolare da fonti certe.

Tempo trascorso sui social

Nel 2025, il tempo medio speso dagli utenti di Internet sui social media è sceso a 2 ore e 23 minuti al giorno, ovvero 2 minuti in meno rispetto allo scorso anno.

Seppure non particolarmente significativo, questo trend è presente da prima della pandemia, quindi la diminuzione rispetto a qualche anno fa è notevolmente più significativa.

Utilizzi dei social

La crescita nell’utilizzo dei social (nuovi account registrati) è costante anno su anno, ma molto limitata. Secondo una previsione di Gartner addirittura dovremmo essere prossimi ad un’inversione di tendenza, il loro studio prevedeva nel 2023 che un 50% degli utenti dei social limiterà di molto le proprie interazioni coi social entro l’anno in corso. Ad oggi però i dati non gli stanno dando ragione.

Su richiesta di alcuni sondaggi, gli utenti dichiarano di voler limitare il tempo speso sui social perché ritiene che la qualità delle piattaforme sia molto peggiorata rispetto al passato. Molti utenti dichiarano di condividere molto meno della propria vita privata rispetto agli anni precedenti.

Opinioni sulle big tech

Purtroppo non ho trovato dati worldwide o solo Europei, ma solo dati per gli USA, quindi dovrò fare una pericolosa azione di proiezione assumendo che sia lo stesso anche in EU: in un sondaggio Gallup rileva che solo il 34% degli adulti americani ha oggi una visione positiva delle grandi aziende tecnologiche (Amazon, Meta, Google), mentre il 45% ha una visione negativa. In pochi anni, la percentuale di pareri positivi è scesa dal 46% al 34%.

Insieme a questa sfiducia c’è anche forte la richiesta di regolamentazioni più severe per le big tech, cosa che (fortunatamente – per me) in Europa è meno necessaria degli USA.

 

Motivi della sfiducia e del raffreddamento dell’interesse

Sono diverse le motivazioni che spingono le persone ad allontanarsi, diversi sono i sondaggi svolti, ma i motivi principali possono essere raggruppati in queste motivazioni seguenti:

  • Disinformazione: la presenza e tolleranza di fake news, di account falsi e contenuti manipolati ha alimentato la sensazione di sfiducia su ciò di cui si fruisce.
  • Tossicità: quasi tutti gli utenti riportano la presenza di ambienti aggressivi pieni di hate speech, polemiche e polarizzazione senza possibilità di discutere su qualsiasi argomento. Spesso in Italia i social vengono chiamati con disprezzo “sfogatoio” di frustrazioni e rabbia.
  • Privacy: gli scandali sulla raccolta dati, sul tracciamento e sull’impossibilità di limitare il controllo sui propri dati spingono gli utenti a limitare la propria presenza o a cercare alternative più etiche e meno invasive.
  • Benessere: aumenta la consapevolezza degli effetti negativi dei social sulla salute mentale e la crescente pressione sociale dovuta a modelli di comparazione inarrivabili (e falsi) portano molti a disintossicarsi dalla dimensione digitale.
  • Algoritmo: l’utilizzo commerciale esasperato con il conseguente feed bloccato sui personali interessi dell’utente fa percepire i social come spazi manipolati e manipolatori senza più autenticità.

 

Futuro potenziale

Sarà davvero difficile prevedere il futuro di queste piattaforme, anche rigorosi e specializzati studi (per esempio: Gartner 2023) hanno mancato le loro previsioni. Però possiamo sicuramente osservare ciò che sta già accadendo.

Gli utenti cominciano a prediligere spazi meno “aperti”, ma più contenuti e orientati ad interessi specifici. Stanno crescendo comunità di nicchia e canali decentralizzati, c’è un ritorno verso i forum, le chat private o canali di chat come Telegram. Crescita di comunità open source a cui stanno arrivando anche aziende strutturate e non soltanto “pionieri”. Lush, Valigia Blu e molti altri hanno già dichiarato l’abbandono dei social entro il 2025.

Dove sto andando io? Dove sono sempre stata e dove mi trovo molto bene: nel fediverso.
Il mio account FB è in chiusura, anche io chiuderò tutto entro la fine del 2025. Sono presente su Mastodon e quindi tramite il fediverso ovunque, ma di questo ne parlerò altrove.

 

 

FONTI CONSULTATE PER OTTENERE I DATI:
1. https://datareportal.com/reports/digital-2025-sub-section-state-of-social
2. https://www.talkwalker.com/blog/social-media-statistics
3. https://www.gartner.com/en/newsroom/press-releases/2023-12-14-gartner-predicts-fifty-percent-of-consumers-will-significantly-limit-their-interactions-with-social-media-by-2025
4. https://www.marketingcharts.com/industries/technology-116469
5. https://news.gallup.com/poll/329666/views-big-tech-worsen-public-wants-regulation.aspx
6. https://chatterblast.com/blog/is-quitting-social-media-worth-it/
7. https://globalnews.ca/news/8271493/why-people-quit-social-media/
8. https://computer.howstuffworks.com/internet/social-networking/information/10-reasons-to-quit-social-media.htm
9. https://www.gwi.com/blog/social-media-statistics
 
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