Devota a soluzioni open source fin dal secolo scorso

A/I Autistici Inventati

Mai come quest’anno aspettavamo che finisse un agosto torrido, seguito a un luglio altrettanto torrido e un giugno uguale.

Ma il 26 di agosto, sulla graticola dei 35° a Roma, è arrivata una notizia che ha gelato ogni sudata: l’ufficio del Tesoro USA (in particolare l’OFAC – Office of Foreign Assets Control) ha inserito A/I (diminuitivo di Autistici/Inventati) nella lista SDN che è la “Specially Designated Nationals and Blocked Persons List”. In particolare in questa lista sono stati inseriti con la qualifica SDGT “Specially Designated Global Terrorist“.
Oddio, chi mai saranno questi personaggi terrificanti?

Facciamo una pausa e parliamo di questo collettivo, partiamo dal nome: Autistici Inventati ODV registrata in Italia. Unione di due precedenti associazioni e quindi dei due nomi.R*esist Autistici Inventati
Sì, O-organizzazione D-di V-volontariato, A/I è una no profit, un’associazione di volontariato (leggi la definizione di una ODV).
Da 25 anni fornisce servizi internet, email, blog, hosting, mailing list, chat, videoconferenze, VPN, in forma gratuita e senza chiedere in cambio l’anima o i dati personali, garantendo la privacy verso terzi. In pratica facevano quello che fa Google e oltre, ma senza diventare ricchi vendendo i dati dei propri clienti, leggendo le loro email e usandole per addestrare le AI o per rivendere informazioni di profilazione (ah pensi che Google non faccia questo? Fai una ricerca su cosa sono le “Smart Features”).

Quindi riassumendo: un’associazione italiana di volontariato, no profit, con volontari che usando il loro tempo e le loro competenze permettono ad altri di avere una o più caselle email gratuite, un blog o lo spazio sul web, viene inserita in una lista USA che li classifica come terroristi.
Siamo animali razionali: per fare una scelta del genere ci deve essere stato un tribunale che li ha condannati, o almeno una denuncia? No. Niente.

A/I Autistici InventatiIl governo degli Stati Uniti si è basato sulla cosiddetta Legge Bush, l’executive Order 13224 del 2001, che permette di colpire chi fornisce supporto finanziario, materiale o tecnologico a soggetti terroristici. Non servono prove, non servono condanne o denunce, lo possono fare basandosi anche solo su sospetti.

E A/I è colpevole. Questo microscopico collettivo posto dall’altra parte dell’oceano rispetto agli Stati Uniti, per loro, ha due colpe.
La prima: fornisce degli strumenti a chiunque li richieda e quindi potenzialmente i loro utenti potrebbero essere ANTIFASCISTI. Anzi, loro stessi si dichiarano antifascisti. Colpa grave per questa attuale amministrazione che ha prodotto l’ordine esecutivo di Settembre 2025
La seconda: fanno qualcosa per gli altri in forma volontaria e si ripagano le spese con le donazioni senza arricchirsi. Nel tempio del capitalismo questa cosa risuona come una bestemmia.

Per molti dei loro utenti, questa iscrizione nella lista vale come una medaglia al valore, perché pensano ingenuamente: “Forse non saranno graditi negli USA, ma qui in Italia a loro non cambia niente, no?“.
No.

No, perché chi viene inserito in questa lista diventa una sorta di parìa, un rejetto. La legge USA stabilisce che nessuno, privato o azienda, debba avere rapporti commerciali o di legame con gli iscritti nella SDN, a rischio di essere considerato come loro. E questo virus si propaga anche negli altri paesi.

La norma indica nel 25 settembre il giorno limite in cui queste interruzioni di collegamenti devono essere operative. E quindi tutte le aziende USA, cominciano a falcidiarli.

PIR no-profit managing .ORGLa prima ad agire? Public Interest Registry (PIR) che è una organizzazione no-profit (pure loro!) creata dalla Internet Society per gestire il TLD .ORG (vedi cos’è un TLD). PIR è parte dell’ICANN, l’associazione che gestisce i nomi a dominio che permettono ai siti stessi di esistere. Questa associazione blocca in tempi record il funzionamento del dominio “autistici.ORG” nella notte tra il 27 e il 28 agosto, meno di 48ore dopo l’inserimento nella lista. Che efficienza!
Internet Society Italia ha obiettato per questa azione, suscitando una grande reazione e le scuse NIENTE.

Ma cosa comporta questo? Che praticamente il sito autistici.org non esiste più, ma insieme a quello anche tutti i servizi che A/I aveva fornito ai propri utenti. Blog, email, siti, tutte le risorse di gente assolutamente ignara e inconsapevole vengono spente. Per quale motivo? Perché qualcuno dall’altra parte dell’oceano ha deciso che erano tutti potenzialmente dei terroristi, perché antifascisti.

ICANNLa cosa qui da noi viene considerata assurda e quindi tutti si aspettano che questa decisione verrà ritrattata in breve tempo, invece la situazione peggiora. Il collettivo comincia ad avvertire i propri utenti su come recuperare le proprie email e come spostarsi altrove per gestire le criticità. E mentre gestiscono questa situazione, subiscono un attacco sul sito Noblogs che storicamente ospitava i blog degli utenti. L’attacco si sospetta venga da qualcuno appartenente alla destra americana o addirittura a gente che lavora al Pentagono, ma poiché non è stato rivendicato si tratta di sole ipotesi. L’attaccante (o gli attaccanti) ha dichiarato di aver epreso tutti i dati personali dei titolari dei blog, ma il collettivo lo esclude perché i dati dei titolari erano su un server diverso.
E così mentre ancora il collettivo si spende per aiutare i propri utenti a salvare anche i propri blog, continua l’escalation.

Nella notte tra il 31 agosto e il 1 settembre, Paypal blocca il conto di A/I, impedendogli di prendere i soldi che c’erano. Il gateway di pagamento adduce la scusa dell’inserimento nella lista e si trincera dietro l’obbligo di operare in questo modo. Anche qui, estrema efficienza.

Fin qui, aziende americane che si piegano alla legge del loro paese, si potrebbe anche dire che potevamo aspettarcelo, ma poi il grande schiaffo (altro che Papa!).
Il collettivo ha un conto corrente presso la banca usata da quasi tutte le no-profit in Italia: Banca Etica. Lo slogan di questa banca: “Siamo una banca popolare e cooperativa, votata 100% alla finanza etica. Dal 1999 ci ispiriamo ad un unico grande principio: l’interesse più alto è quello di tutti.“

Forse hanno dimenticato di aggiungere “omissis … di tutti, tranne delle circa 20mila persone che hanno una risorsa attiva con Autistici Inventati”. 

Cosa fa Banca Etica, avendo a disposizione il tempo fino al 25 settembre?
Sospende il conto dell’associazione il 1 settembre.
La domanda è: ma Banca Etica è italiana, perché non segue le leggi nazionali e ha bloccato (e poi chiuso) il conto? La risposta è legittima e anche comprensibile: esistono le “ritorsioni secondarie” e la banca le teme per tutti gli altri clienti. In pratica il ragionamento è: se Banca Etica non interviene contro A/I, dagli USA attori come VISA, MASTERCARD, etc… potrebbero rivalersi contro la banca  e  questo porterebbe disagi agli altri clienti.

Nessuno banalizza questo ragionamento, anzi gli stessi A/I lo giustificano, ma quello che si contesta è la tempestività e la velocità dell’esecuzione di questa decapitazione. 
Infine nasce un’altra domanda: ma perché una banca italiana si piega immediatamente e supinamente a questa decisione senza neanche chiedere un riscontro, una denuncia, un’ipotesi di reato in Italia o in Europa? Non avrebbe certamente risolto, ma avrebbe avuto un valore simbolico importante. Anche il precedente Direttore Generale di Banca Etica Alessandro Messina dice che non avrebbe dovuto cedere senza battersi. Nel comunicato, Banca Etica dice che se ne devono occupare le istituzioni, trovo piuttosto pilatesca questa decisione.

A questo punto, con i servizi di A/I spenti per loro e per tutti i loro utenti, con i conti bloccati e senza poter pagare i fornitori, la domanda è: ma dove sta l’Italia? Dove sta l’Europa? Come è possibile che una azienda o un’associazione italiana ed europea possa essere costretta a chiudere da un paese terzo senza alcuna denuncia o sospetto di reato, senza neanche un ammonimento? E come è possibile che i suoi utenti (diverse migliaia) rimangano senza i loro servizi per il capriccio di una legge che non appartiene alla nostra legislazione?
Ad onor del vero, sia il Partito Democratico che Fratelli d’Italia hanno scritto al parlamento europeo per chiedere spiegazioni (sic!), ora la palla è in mano alla presidente Von Der Leyen e tutti stiamo aspettando che termini questo insostenibile silenzio.
In Italia ed Europa per poter bloccare un hosting provider (come A/I) bisogna avere denunce e bisogna poter dimostrare che si è chiesto di intervenire e bloccare eventuali utenti fuorilegge, ma in questo caso si è proceduto secondo le leggi di un paese extra-UE. In realtà l’Europa avrebbe delle normative che potrebbe mettere in campo per salvare Autistici Inventati e, soprattutto, per salvare la propria dignità, ma al momento non sembra sia interessata ad applicarle. In fondo la dignità è sopravvalutata.

La storia ha un finale tragico, ma maestoso.
Il 6 settembre Autistici Inventati pubblica un addio: hanno provato a resistere, a mantenere attivi i servizi, ma si sono rese conto che continuare avrebbe messo in pericolo gli stessi utenti e quindi hanno deciso di arrendersi. Il loro comunicato riporta delle frasi di speranza:
“Sono stati 25 anni bellissimi. Sono stati una “bella storia”. Ora mollate il pc, uscite, lottate, abbracciatevi e non perdete il sorriso. Perché noi ci fermiamo. Ma la resistenza e le idee no. Restiamo umani.” (leggi l’intero comunicato).A/I Autistici Inventati

L’associazione l’8 settembre ha fatto ricorso al Tribunale di Pisa con procedura di urgenza per richiedere che Banca Etica riapra il conto o almeno trasferisca i soldi su un altro conto così da poter liquidare i fornitori. Banca Etica si è dichiarata contenta per questa azione contro se stessa dichiarando che così le istituzioni avranno una sensibilizzazione. Trovo questo comportamento di una codardia difficile da trovare altrove.
PD e FdI aspettano notizie dal Parlamento UE.
La mancanza di dignità delle istituzioni è imbarazzante.

Noi utenti (sì, anche io) ex-A/I ci sentiamo derubati, arrabbiati, ma soprattutto preoccupati. Chi scrive tratta di argomenti di Sovranità Digitale da anni e un’azione come questa praticamente apre le porte a scenari che fino a pochi mesi fa non avremmo mai creduto.


DISCLAIMER – casomai non si fosse capito: chi scrive è fieramente al fianco delle sorelle e dei fratelli A/I

CREDITI FOTO/PHOTO CREDITS: PIR – ICANN – RADIONDAURTO – EDITORIALE DOMANI