Qualche anno fa un –bello– George Clooney ci diceva che “Immagina, puoi” riferendosi al fatto che pagando una cifra vergognosa avremmo avuto una ADSL superveloce.
La pubblicità mentiva come molte di loro fanno, ma lo slogan, cavolo se era efficace. Insieme alla bella faccia di Clooney, aggiungo io.
IMMAGINA, PUOI...
Immagina tutte le app e i servizi che usi quotidianamente nel tuo mondo digitale: social, cloud, email, ascolto di podcast, video, ricerche… immagina se potessero tutte colloquiare tra loro e permettere a te di interagire con un singolo account di una di esse. Cioè, tipo: dal tuo account di Facebook tu potresti caricare video su YouTube, commentare post su X/Twitter o video di TikTok, immagina che con un solo account tu possa caricare podcast o ascoltarli.
Immagina, puoi.
Ma spingiti oltre, immagina che questi servizi non abbiano una “mente che dirige”, il conosciutissimo “algoritmo” che ti fa scegliere gli amici, ti ordina quanto e quando devi pubblicare articoli o postare sennò sarai esclusa/o dal mondo virtuale, immagina che non esista. Immagina un mondo dove puoi essere libero davvero di scegliere cosa leggere, con chi parlare, dove i like e i cuori non determineranno la vendita di tutti i tuoi dati personali ad una macchina da soldi.

IMMAGINA, PUOI...

I social commerciali, le Big Tech, non vogliono parlare le une con le altre, il loro obiettivo è farti affezionare ad un singolo servizio o app e restarci sopra il più a lungo possibile. Perché là sta il loro profitto.
I loro algoritmi sono disegnati per ottimizzare il meccanismo di “cattura” dei tuoi dati personali, delle tue scelte, di quello che ti piace e che potresti voler comprare. Con i tuoi dati potranno fare leva su alcuni aspetti psicologici e neurobiologici per incitarti a comprare ciò che i loro inserzionisti desiderano.
Invece c’è un mondo che non vuole venderti nulla, a meno che tu non voglia o ne abbia bisogno, un mondo virtuale dove non esiste l’algoritmo, dove non si fa a gara di like, dove non si viene bannati se non pubblichi con continuità e costanza o se parli di argomenti che non piacciono al padrone di turno. Esiste un universo di app e di servizi che tra loro parlano, collaborano e possono interagire. Applicazioni dove il tuo account può interagire con altre applicazioni simili o diverse.
Un universo -di app e servizi- federato. Il FEDIVERSO.
E allora ecco il “PUOI”: quello che non osi immaginare, perché forse non ti ricordi (o non eri nata/o!) quando internet e il web erano così. Quando i collegamenti ti portavano dove avevi intenzione di andare e nessuno decideva per te.
Il FEDIVERSO nasce da quell’idea di web e si evolve con tecnologie moderne. Applicazioni open source, social, cloud, client email, motori di ricerca che tra loro possono interagire, che ti lasciano i tuoi dati, che ti fanno scegliere anzi, ti danno la responsabilità di scegliere.
Perché il FEDIVERSO richiede uno sforzo, il fediverso non ti “imbocca” come fanno invece i social commerciali (o i servizi dell Big Tech). Non sono complessi da utilizzare, ma non ti danno la pappa pronta, non scelgono per te. Quindi, per esempio, un social del fediverso sarà un posto noioso se tu non cerchi le persone, gli argomenti di tuo interesse, TU devi scegliere, TU devi cercare.
Dopo lo stupore iniziale, la sensazione di libertà diventa travolgente. Impossibile dopo tornare indietro.
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