Ti preparano a tutto.

Ovvero, commenti distratti di una madre impreparata.

Gli altri, amici, parenti, conoscenti, i sociologi, i dottori, i giornali, le riviste , i libri, IL MONDO, ti preparano a tutto: al fatto che qualcosa potrebbe andare male, alla respirazione, ai dolori del parto.

Dopo ti preparano a prenderti cura di quell'essere uscito da te che annulla tutte le tue precedenti priorità e si impone con la determinazione di chi vuole stare al mondo.

Tutti si sentono in dovere di dirti come e cosa devi fare e non, ma comunque ti fai aiutare oppure fai di testa tua e su tutti gli aspetti pratici ti senti abbastanza preparata.

Ti prepari alla sua crescita, ai suoi primi passi e alle prime parole, alle malattie, alla scoperta del mondo fuori, ai primi giochi, agli amici, allo studio, ai primi dolori.

Ti senti orgogliosa dei suoi successi e anche degli insuccessi e di come li affronta. Ti senti orgogliosa di ciò che è, perfetto/a ai tuoi occhi con tutti i suoi difetti.

L'affianchi nella sua camminata e corsa verso la vita, a volte un po' affannata da parte tua. Cerchi di fare del tuo meglio e ti addormenti pensando a tutti gli errori che hai fatto durante il giorno. Tanti, innumerevoli, eppure eri preparata. Lo sapevi che essere genitore è guardarsi allo specchio tutti i giorni e chiedersi se sei davvero abbastanza. 

Ma ad una cosa, non ti preparano. Quando lui/lei cerca la sua strada e tu lasci la mano. Non ti preparano alla sua serenità e anche all'ironia con cui commenta la tua ansia da distacco. Che non saprà mai che non è timore che non ce la possa fare (non hai dubbi su quello), ma che a non sapere se riesci a farcela sarai tu.

Non ti preparano a questa sensazione di trionfo, di orgoglio e di dolore. Hai lavorato come una disperata per crescerlo/a indipendente, forte e sicuro/a e ora che ti dici:"O cavolo, hai fatto un gran lavoro, complimenti!", tu vorresti sederti e piangere.

Vorresti sapere che invece ha ancora un disperato bisogno di te, come quando si svegliava di notte e solo tu potevi calmare la sua disperazione. Nessuno ti prepara a sentirti così ignobile.

Non ti preparano ad andare a prenderlo/a all'aeroporto, dal suo primo soggiorno e viaggio da solo/a, sapendo che avrà uno sguardo diverso ed è solo il primo di tanti.

Non ti preparano, nè vigliaccamente ti dicono che:"Si impara facendo.".

Nessuno ti dice:"Ora vai a prenderlo/a, gonfia di orgoglio e di amore. Mentre l'abbracci, tieniti la tua ansia e soffocala sotto la sua immensa felicità.".

Infami.