Tanto per essere chiari...

Disprezzo ogni "-ISMO" politico, di qualunque colore si tinga: nazismo, fascismo, comunismo, franchismo, stalinismo ... e tutti gli altri esistiti nella nostra o altrui storia, recente o antica.
Li odio, perchè in quel suffisso mascherata da nobili ideali c'è la puzza della cancellata libertà e della sopraffazione che sono sempre anticamera di violenza e di morte. Tutti poi convergono verso un inqualificabile RAZZISMO.

Disprezzo e ripudio anche gli "-ISMO" aggiunti come suffisso agli aggettivi o ai nomi: buonismo, pacifismo, pietismo, populismo, patriottismo e tutti gli altri esistenti o che potranno essere coniati in futuro.
Mi fanno orrore sul piano grammaticale, ma ancora di più sul piano del significato. Detesto l'intenzione di voler sminuire la bellezza delle parole che dileggiano. Bontà, pace, pietà, popolo, patria sono parole di grande potere e valore, chi le teme tende a sminuirle per ridurne gli effetti.

Disprezzo maggiormente il padre di tutti gli "-ISMO": il consumismo. Lo considero il "braccio armato" degli altri, lo condanno senza appello, lo ripudio e desidero combatterlo fino all'ultimo respiro. L'accettazione supina di questo "-ISMO" è secondo me la causa primaria delle guerre, della fame e della povertà. A lui è imputabile una nuova schiavitù, silente, strisciante e per questo ancora più subdola, quella imposta dal dio del possesso e servita dalla dea apparenza e ostentazione. Rifiuto di attenermi ai suoi dettami e abbraccio lo stile di vita sotteso nella frase:"Ciò che non mi serve mi pesa" (Maria Teresa di Calcutta).

Rifiuto qualunque religione proteggendo al tempo stesso l'idea di spiritualità che invece mi è estremamente cara. Nel totale e indiscusso rispetto di chi crede, considero le religioni tutte strumenti di offesa all'idea di amore universale che invece pretendono di rappresentare e mi sembra che rendano umanamente meschino l'afflato divino che invece vedo in ogni essere vivente. Religioni fatte da uomini, per gli uomini e contro gli altri uomini, sono in contrasto con l'idea stessa di Dio, qualunque nome si desideri dargli.

Ripudio l'idea di sopraffazione dell'uomo sull'uomo, sugli animali e sulla natura tutta. Mi impegno affinchè ogni mio gesto, ogni mia scelta, ogni mia azione abbia l'impatto minore possibile sull'ambiente vicino e lontano da me.

Combatto, con le forze e le armi che ho a disposizione, tutto ciò che contrasta con questo mio credo e resisto, ispirata dalla grandezza poetica di Calamandrei nel suo epitaffio.

Provo con il mio fallibile esempio a trasmettere la convinzione dei miei principi, accettando il dubbio che possano essere sbagliati. Essi mi guidano nella quotidiana scelta di vivere o di subire la vita.